
Parliamo di lettura consapevole?
Scrive Virginia Woolf in un saggio del 1932:
«Leggere un romanzo è un’arte difficile e complessa, dovete essere in possesso non soltanto di una grande finezza di percezione, ma anche di un ardita larghezza di immaginazione».
Sappiamo che la lettura è un’esperienza che arricchisce offrendoci nuove visioni del mondo. Ma leggere in modo consapevole e massimizzare il potere trasformativo della lettura richiede lo sviluppo di competenze necessarie per comprendere la complessità delle storie, per cogliere le sfumature che le caratterizzano e per riconoscerne la ricchezza.
Quando leggiamo non siamo semplici spettatori, diventiamo partecipanti attivi del racconto. La nostra immaginazione prende l’avvio e ci identifichiamo con i protagonisti; questo ci consente di esplorare emozioni e situazioni che risuonano con le nostre vite e di vedere noi stessi e gli altri da nuove angolazioni.
Analizzare un testo, andando oltre la lettura di semplice svago, implica quasi un impegno fisico, combina aspetti intellettuali ed emotivi: immaginazione, concentrazione, pensiero divergente e mondo delle emozioni. Ogni elemento narrativo contribuisce a creare un mosaico di significati, che la nostra immaginazione, se ben allenata, impara a cogliere.
Le storie sono strumenti potentissimi che aiutano a organizzare le esperienze e a trasmetterne i valori. Ecco perché la formazione alla lettura è così importante: permette di affinare queste competenze, rendendoci lettori più attenti, capaci di cogliere ogni dettaglio presente nel testo e di fare di questo processo in un’esperienza che ci trasforma.
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