
Perdersi tra le parole di una favola è un esercizio potente e rigenerante, capace di farci rincontrare.
Mi sono imbattuta nel meraviglioso testo breve di Andrea Bajani, Un bene al mondo, e ne sono rimasta folgorata. Questa favola d’autore esplora il passaggio dall’infanzia attraverso il rapporto con la sofferenza: un bambino e il suo dolore, in un mondo qualunque, raccontati in prima persona, con voce pura e universale. “I personaggi che lo abitano” dice Trevi “sono dotati più di un carattere che di una psicologia”, ed è proprio attraverso il carattere che il destino si palesa e l’universale si rende visibile.
La favola letteraria usa la metafora e il simbolo per toccare corde universali care alla biblioterapia, e invita il lettore a riflettere sulla propria condizione umana e sul rapporto con il mondo. Bajani personifica il dolore come un cucciolo che cresce con il protagonista; usa uno stile narrativo evocativo che va oltre il realismo ed esplode la metafora fino a farla diventare un’intera favola.
Ho cercato nella mia biblioteca interna altri libri con caratteristiche simili: come non potevano emergere immediatamente Il barone Rampante di Calvino e Il segreto del Bosco Vecchio di Buzzati, seguiti da alcuni di più recente lettura come I miei stupidi intenti di Zannoni e Io sono il cielo che nevica azzurro di Giusi Quarenghi… Ognuno potrebbe aggiungere a questo breve elenco molte altre favole letterarie le quali, utilizzando allegorie e elementi simbolici per trasmettere messaggi profondi come la libertà, la crescita, il rapporto uomo-natura, la ricerca di senso, parlano direttamente all’immaginazione del lettore donandogli la preziosa possibilità di vedersi oltre.
Un bene al mondo di Andrea Bajani
«Per un attimo l’uomo sembrò di nuovo bambino, il dolore un cucciolo, e la città oltre la finestra un paese. Ma fu un attimo solo e se ne accorsero entrambi.»
Il barone rampante di Italo Calvino
«Seguo le gazzette, leggo i libri, mi ci rompo la testa, ma le cose che voleva dire lui non sono lì, è altro che lui intendeva, qualcosa che abbracciasse tutto, e non poteva dirla con parole ma solo vivendo come visse.»
I miei stupidi intenti di Bernardo Zannoni
«Imparai ad apprezzare la solitudine e trovare la pace con Dio. Mi fu chiaro che il mondo non odia nessuno, e se è crudele, è perché noi siamo crudeli.»
Il segreto del Bosco Vecchio di Dino Buzzati
«Ma due o tre volte, quella notte, ci fu anche il vero silenzio, il solenne silenzio degli antichi boschi, non comparabile con nessn altro al mondo e che pochissimi uomini hanno udito.»
Io sono il cielo che nevica azzurro di Giusi Quarenghi
«Era come se a lei non bastasse avermi fatto nascere una volta, voleva che nascessi ancora, e continuassi a nascere.»
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