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Arti espressive che si integrano con la biblioterapia: ARTE OLFATTIVA

09/02/2025

È interessante osservare come la biblioterapia, metodologia che fonda la propria efficacia sulla potenza della lettura e sull’utilizzo guidato della parola scritta e condivisa, possa raggiungere gli obiettivi che si prefigge integrando attività di amplificazione emozionale di altre arti espressive. 

Dopo aver raccontato l’esperienza di integrazione tra biblioterapia e arti figurative,  vorrei testimoniare un connubio sorprendente con il mondo straordinario della profumeria intesa come arte espressiva. Avete mai pensato che un libro, un personaggio, una situazione possano essere descritti da odori e profumi? Che una storia reale possegga un proprio odore? E qual’ è il valore aggiunto che può portare l’olfattiva nel processo biblioterapico? Come sfruttarne il potenziale?

La letteratura è piena di odori. Uno degli esempi più noti è il romanzo “Profumo” di Patrick Suskind.  I libri hanno un proprio odore e la bibliosmia, una pratica della profumeria, è in grado di distillare l’odore delle loro pagine in diverse declinazioni. Oliver Sack, nel suo testo “Musicophilia”, auspica di poter analizzare il legame tra letteratura e olfatto, ravvisandone intuitivamente un potenziale enorme per il processo di cura.  Sebbene molti ambiti potenziali siano ancora inesplorati,  questa intuizione viene già sfruttata scientificamente in ambito medico e clinico con i malati di Alzheimer, con i post traumatizzati, con ansie e depressioni di varia intensità, e pensiamo a quale contributo potrebbe portare all’ambito clinico dei disturbi alimentari. 

Se consideriamo che per i sinesteti le sensazioni evocate da un senso innescano altri sensi, possiamo ipotizzare che il connubio odori/profumi e parole, possa evocare immagini, memorie e sensazioni profonde capaci di promuovere il contatto con i propri vissuti.  Gli odori”, sostiene l’esperta olfattiva e multisensoriale Silvia Caporiccio (Mouillettes & Co.), “toccano corde personali inesplorate e inconsapevoli, che superano ogni ostacolo e resistenza, fluendo direttamente verso la memoria di ognuno in maniera indelebile. L’olfatto, essendo un senso “muto, sordo e cieco” è costretto ad utilizzare gli altri sensi e lo storytelling per esprimersi.” 

Immaginate, dunque, quanto possa essere potente usare profumi/odori come strumenti di amplificazione all’interno di un laboratorio di biblioterapia. L’esperienza vissuta in collaborazione con Silvia Caporiccio, mi permette di affermare con entusiasmo che l’uso selettivo di profumi può dare nuovi livelli di profondità a personaggi, ambienti ed emozioni di cui i libri sono portatori. I profumi sono potenti segnali sensoriali che possono descrivere ed essere descritti; se questo processo viene ben condotto, essi arricchiscono la narrazione e coinvolgono il lettore in modo unico. Che si tratti di ricordi evocati da un odore, di una metafora che rappresenta un cambiamento o di un’atmosfera sensoriale, il profumo diventa una lente attraverso cui osservare e raccontare il mondo. 

L’esplorazione degli odori viene condotta da un esperto con l’ausilio di un KIT dedicato ricco di materie prime profumate e appositamente selezionate per essere aderenti al tema del laboratorio così da supportare il raggiungimento degli obiettivi che il facilitatore si è prefissato per il gruppo. 

L’entusiasmo che ha accompagnato il lavoro congiunto di biblioterapia e olfattiva, ci ha stimolate a coniare un neologismo: bibliolfattiva. Questo approccio si avvale a sua volta di altri strumenti, per esempio la scrittura creativa, utile a raccogliere e a integrare le parti sollecitate, sedimentando il lavoro di ricerca personale svolto con letteratura e profumi. 

Quali sono i potenziali dell’arte olfattiva applicata alla biblioterapia? 

Costruzione dei Personaggi: i profumi possono essere un potente strumento di ricerca per delineare identità e personalità di un carattere. Come una pozione, gli odori e le materie prime profumate, possono aiutare nella descrizione di profili, stili, vissuti.

Le Metafore: il profumo può diventare una metafora potente. Un ricordo, un amore passato. L’evocazione di un odore può mettere in luce momenti particolari della trama.

L’Atmosfera: la conoscenza di materie prime profumate e la conseguente capacità di analizzarle e descriverle anche artisticamente, può aiutare a costruire

l’atmosfera di un luogo o di una scena, di un momento della giornata o una stagione, e così via. 

Il creare tensioni e conflitti: la conoscenza consapevole di odori e miasmi piò esser sfruttata per descrivere contrasti o creare momenti di suspence e tensione tra i personaggi, o all’interno della trama. 

Il Simbolismo: i profumi possono essere usati per simboleggiare cambiamenti o transizioni. Un profumo che svanisce o che cambia con il tempo può rappresentare la perdita, la crescita o una nuova fase della vita. Analizzare alcuni accordi olfattivi dal punto di vista delle sue sfaccettature, ci insegna a padroneggiare la scrittura, valorizzandone i dettagli emozionali, creando empatia con il lettore.

La Memoria: il profumo ha un legame unico con la memoria, in grado di riportare alla mente momenti passati con una potenza emotiva intensa. Può essere il motore di un racconto che esplora il passato, la nostalgia o la scoperta di sé.

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